Card e Bonus. La legge 107 e lo sviluppo della professionalità docente

di Elefteria Morosini, docente Esabac ed esperta formazione iniziale

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Proseguendo il nostro esame dei punti della recente legge sulla scuola approvata dal Parlamento, consideriamo alcuni aspetti che toccano più da vicino gli insegnanti: la card per le spese di aggiornamento e il bonus che dovrebbe premiare il merito.

E’ quello che è rimasto dell’impegno per la valorizzazione del merito e per la differenziazione delle carriere, che si era tentato di inserire nelle prime stesure del documento sulla BUONA SCUOLA.

La card: 500 euro all’anno per tutti

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Applicazione della legge 107: dalle norme ai fatti: video e materiali della giornata

Lo scorso 27 luglio a Roma s’è svolta una giornata di riflessione sulla legge 107 promossa dal Dipartimento scuola nazionale del Partito democratico.

A questo link  (clicca qui) tutti i video e i materiali (utilissime slide).

Milano era ben rappresentata con Simona Malpezzi, Marco Campione, Loredana Leoni, Giuseppe Bonelli.

Buona visione e buona lettura!

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La buona inclusione nella Buona scuola

Di Lisa Noja,  responsabile delle politiche sociali del Pd metropolitano di Milano

Concentrandosi sui bisogni e sulle legittime aspettative dei bimbi con disabilità e delle loro famiglie, la Riforma prevede una delega al Governo per l’emanazione di un Decreto Legislativo volto anzitutto a ridefinire il ruolo e i relativi criteri di inserimento dei docenti di sostegno. Il tutto partendo dal riconoscimento della specificità del compito che tali docenti sono chiamati a svolgere.

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In questi mesi abbiamo ripetuto che gli studenti e i loro bisogni sono l’unico criterio idoneo a misurare quanto la Buona Scuola sia davvero buona. Se questo è vero in linea generale, vale a maggior ragione quando ci riferiamo alle norme sull’inclusione scolastica dei ragazzini che soffrono di una disabilità.

La scuola, infatti, per un ragazzino con disabilità può rappresentare tante occasioni fondamentali che, se sprecate, nessuno potrà restituirgli. L’occasione di imparare a leggere e scrivere e di raggiungere il livello di apprendimento più elevato possibile rispetto alle sue capacità. Occasione da cui può dipendere per quel ragazzino non solo la possibilitàdi trovare un impiego non mediocre ma, talvolta, la speranza stessa di avere accesso al mondo del lavoro. L’occasione di scoprire la sua individualità e di cimentarsi al di fuori del contesto familiare. Occasione da cui può dipendere la fiducia di quel ragazzino nella possibilità concreta di costruirsiun reale percorso di autonomia esistenziale. L’occasione di socializzare con i suoi coetanei e di crearsi un mondo di amicizie proprie, indipendenti dagli affetti familiari. Occasione da cui può dipendere la possibilità per quel ragazzino di sentirsi parte di un mondo che non finisce dentro le mura domestiche ma che va oltre, molto oltre.

Insomma, se un cattivo percorso scolastico può rappresentare una grave perdita per uno studente normodotato, per uno studente con disabilità può significare la differenza tra riuscire a sviluppare il proprio potenziale, qualunque esso sia, o perderlo per sempre. In sostanza, la differenza tra farcela o non farcela.

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#Labuonascuola: ancora la voce degli studenti

Alcuni studenti hanno letto il precedente post scritto da due loro coetanei e hanno deciso di partecipare alla discussione.

Come la Buona scuola distruggerà la scuola pubblica

di Giulia Porrino, classe ’99

“Oggi è morta la scuola pubblica” oppure “Renzi vuole impadronirsi dell’istruzione” frasi che ormai da qualche mese risuonano come un monito nel vento. Ma  la Buona Scuola è davvero contestata per il suo contenuto o – ancora una volta- per uno scontro ideologico che sa di stantio?

I vari cortei di protesta contro la Buona Scuola, annunciano il netto no della parte più sindacalizzata del nostro sistema scolastico. Per i sindacati la riforma sarebbe addirittura anticostituzionale, darebbe troppo peso  alle decisioni organizzative del preside, definito sceriffo per qualche arcana ragione, mentre il piano straordinario di assunzioni, che peserà finanziariamente sugli anni a venire, è definito come insufficiente e, eufemisticamente, timido.

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#Labuonascuola: il parere di due studenti

Continua il nostro viaggio nella Riforma della scuola. Oggi due studentesse milanesi ci hanno fatto sapere la loro a riguardo.

Che cosa ci guadagnano gli studenti?

Di Gaia Romani,  classe ’96, Liceo Beccaria

Della  Buona Scuola si è parlato soprattutto (come spesso purtroppo accade, ma come è altrettanto spesso utile) degli aspetti “negativi” o che si temevano di più, come la maggiore autonomia dei presidi e le nuove modalità di assunzione.   Adesso che questa importante sfida è stata accettata bisogna lasciare da parte il pessimismo ed è utile impegnarci tutti perché funzioni nel migliore dei modi. Concentriamoci quindi sugli aspetti positivi e, visto che parliamo di futuro, sui benefici toccheranno in primis gli studenti.

Innanzitutto non dobbiamo dimenticare che per la prima volta un governo ha dato ai ragazzi anche non associati la possibilità di esprimere la propria opinione attraverso il questionario online e gli ampi centri di dibattito sorti in tutta Italia. Inoltre l’opportunità di dire la nostra sugli insegnanti e il percorso scolastico contribuisce a far sì che il rapporto tra le parti sia in un certo senso più equo, oltre a rendere gli studenti più sensibili e attenti alla realtà che li circonda, abbandonando l’idea dell’ impossibilità di attuare un qualunque cambiamento che parta da loro stessi.

Continuando a parlare di aspetti positivi, la Riforma andrà finalmente a creare un vero e proprio ponte, prima inesistente, tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro. Già, perché altra critica che spesso si muove al sistema scolastico italiano è quella di “teoreticismo”, a differenza di quanto accade in altri stati che invece danno molto peso all’ aspetto pragmatico nel percorso di acquisizione delle competenze. Grazie alla Buona Scuola infatti i ragazzi potranno entrare a contatto col mondo del lavoro tramite ad esempio stage aziendali  nei periodi estivi ed esperienze lavorative di 200 ore nei licei e di 400 nei tecnici. Inoltre a discrezione di ciascuna scuola potranno essere inserite lezioni di Diritto e Economia che forniscano ai ragazzi strumenti e nozioni utili nella vita  quotidiana.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica sono stati stanziati fondi alle varie regioni  per cercare di sistemare le situazioni più gravi e pericolose. Molti si lamentano che i soldi messi a disposizione sono pochi ma prima di questa riforma erano ancor meno. Ciò che voglio dire ai miei colleghi studenti è che la situazione non andrà a peggiorare  ma nel peggiore dei casi rimarrà la stessa. È necessario sintonizzarsi e aprirsi al cambiamento positivo, cercando di contribuire e assecondarlo, ma soprattutto diffidare dalle false voci  di chi, temendo futuro e progresso, si chiude e si oppone a prescindere dalla proposta che gli viene fatta

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#scusatesepensoconlamiatesta

Di Carla Scozia, classe ’98, Liceo Parini

Prima che mi si possa dire qualcosa sui miei pensieri, premetto che sì, sono una studentessa liceale  di 17 anni e sono del Partito Democratico.

Ho sentito diverse critiche su #labuonascuola (uso l’hashtag perché mi piace e sono libera di farlo ;P ) e, ad essere sincera, la maggior parte erano abbastanza campate per aria (e non poco). Ho vissuto giorni di allarmismo apocalittico a scuola sia tra gli studenti che tra i professori… Profezie di calamità annunciate sul mondo scolastico, omicidi di massa progettati dal governo, piani di conquista del mondo architettati dai ministri e dai parlamentari PD…Insomma, ragazzi, con tutto il rispetto del mondo, vediamo di darci una calmata e placare queste isterie schizoidi.

La Buona Scuola non modificherà le vacanze, non farà diventare le nostre verifiche più difficili e non ci renderà schiavi del preside. Perciò plachiamoci un attimo e parliamone seriamente. Ok, quanti di noi pensano che la scuola vada bene così com’è, senza porci il minimo dubbio di aver sbagliato mai in questi anni nel progettare il nostro sistema educativo?

….(e calò il silenzio)

Giá. Proprio come pensavo. E siccome su questo siamo tutti d’accordo, saremo tutti quanti altrettanto d’accordo sull’usare lo strumento democratico che la nostra costituzione prevede in questi frangenti…cioè una Riforma del nostro Parlamento.

Bene. Arrivati a questo punto, diciamoci le cose come stanno: questa è la prima riforma che investirà soldi (VERI!!!!!!!!! Non come i posti di lavoro di Berlusconi) sul nostro sistema scolastico…

“Eh ma io voglio sapere come li investe non quanti ne investe!”

Giusta considerazione, caro Tizio di passaggio su questo blog.

Ecco, diciamocelo, e diciamoci la verità: #labuonascuola ha un piano di edilizia scolastica di dimensioni consistenti. In fondo, di scuola possiamo parlare finché vogliamo, ma se poi la scuola ci cade in testa abbiamo poco di cui parlare. E diciamocelo, questo piano di messa in sicurezza SERVE! (Forse non alle scuole del centro città, ma chi è in periferia o in posti decisamente sperduti e dimenticati dalle istituzioni sa di cosa parlo).

A questo punto diciamoci anche che assumere 100mila precari, ovvero quei professori che hanno fatto 30mila concorsi e sono stati abilitati ad insegnare una cinquantina di volte ma non sono mai riusciti a farlo per davvero, verranno veramente assunti!

“E gli altri?” “Grazie ancora, Tizio, per la tua gentile accortezza di dettagli. Beh, caro Tizio, gli altri verranno assunti con concorso l’anno prossimo. Semplice e chiaro.

“Ma allora perché i sindacati sono contro questa riforma???” Boh.  Forse perché assume 100,000 persone.

Ancora. Ogni insegnate avrà un bonus da 500€ all’anno per libri e attività culturali, ci sarà più attenzione all’autonomia scolastica cosicché ogni scuola possa dare un POF adeguato alle esigenze degli alunni e dei genitori, si smaltirà gran parte della burocrazia che blocca il lavoro dei docenti e dei dirigenti scolastici, saranno stanziate risorse economiche per la ristrutturazione e la conversione tecnologica delle scuole, si aumenteranno le ore di educazione fisica e arte alle scuole elementari e si aumenteranno gli stipendi dei professori meritevoli. Perché sì, non mentiamo, quanti di voi non hanno mai avuto quel/quella prof che non ci sapeva fare? Che arrivava sempre in ritardo? Che non sapeva nemmeno che materia insegnasse? Che non si palesava prima di maggio? Che dopo tre anni non sapeva nemmeno i nomi dei suoi studenti?  E qualcuno potrebbe mai osare dirmi che NON aveva lo stesso stipendio di quelli che consideriamo veri maestri, per fortuna tanti? Dai…ragazzi, ma se non è la scuola ad insegnarci il merito, la sana fatica , il rispetto…chi deve essere?

“Ma meritocrazia è una parola di destra”. Ti prego. Allora smettiamo di fare sport perché al Duce piaceva. E già che ci siamo non vestiamoci di verde perché è il colore della lega . E magari bruciamo tutti i vestiti neri che abbiamo perché sanno di fascista….su, ragazzi, siamo seri.

In conclusione, la volete sapere una cosa? Sono stufa e arcistufa di sentire parlare di scuola persone che non ci mettono piede da ere geologiche, di sentire enunciare come insindacabili alcune teorie su questa riforma, di constatare che ogni attacco a questa riforma sta diventando un modo per demolire Renzi e la sua politica, di ascoltare bugie assurde ed allarmanti da persone che la riforma non l’hanno nemmeno letta o hanno fatto finta di leggerla. Adesso basta.  Smettiamola di lamentarci sempre senza avere mai il coraggio di cambiare davvero. Ci piace la Lamentatio tragica e teatrale, ma francamente, io mi sono anche un po’ stancata…se a voi va bene così vi faccio notare che non durerà molto.

Forza e coraggio, e se non ce lo avrete voi, tranquilli, ce lo abbiamo noi 😉

#labuonascuola #chepoisieteancheunpo’gufi

#scusatesesonod’accordo

#scusatesepensoconlamiatesta

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Alternanza scuola lavoro ne #Labuonascuola: ottime notizie e qualche preoccupazione

di Aldo Tropea *

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L’art. 4 del ddl sulla scuola definitivamente approvato dalla Camera presenta una serie di misure finalizzate allo sviluppo delle iniziative di rapporto tra scuola e lavoro, giustamente avvertito come uno dei maggiori problemi del nostro sistema educativo.

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#Labuonascuola: sappiamo di che cosa stiamo parlando?

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Lo scorso 9 luglio è stata approvata in via definitiva la Riforma cosiddetta “Buona scuola“. Un provvedimento importante che torna dopo tanti anni a fare dell’istruzione una voce di investimento, e non più solo di tagli. Un passo decisivo per ridurre il precariato nella scuola. Un modo per rilanciare un settore in cui noi crediamo davvero, essenziale per la qualità della nostra democrazia e la crescita del nostro paese.

Molti parlano della riforma, ma non sempre tutti la conoscono bene. Per contribuire a una conoscenza più approfondita della legge, per non fermarci agli slogan, per capire meglio il cambiamento che stiamo per vivere, il gruppo scuola del Pd metropolitano di Milano nelle prossime settimane propone una sorta di “speciale riforma”, una serie di approfondimenti sulla “Buona scuola”, condotti da esperti e/o attori protagonisti del mondo scolastico.

Buona lettura!

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